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Le criptovalute esistono da soltanto dieci anni, ma hanno già visto la nascita di numerosi schemi Ponzi: ecco i tre esempi più famosi

Le criptovalute presentano degli enormi vantaggi: anonimato, accessibilità, facilità di utilizzo e bassi costi di transazione, ma non si può negare che, per raggiungere l’adozione di massa ci siano ancora diversi ostacoli da affrontare. Il principale è il rapporto tra le criptovalute e la criminalità. Chiunque abbia studiato la materia, anche solo superficialmente, sa benissimo che Bitcoin (BTC) è ancora un metodo di pagamento molto popolare tra i truffatori del darknet. Le criptovalute, inoltre, sono strumenti molto malleabili nelle mani di chiunque desideri evadere le tasse, riciclare denaro o imbrogliare gli investitori.

Oggi descriverò i più famosi schemi piramidali del mondo delle criptovalute, che hanno raccolto miliardi di dollari raggirando milioni di investitori. Queste società utilizzavano i cosiddetti “schemi Ponzi”, dal nome di un truffatore statunitense di origini italiane vissuto all’inizio del ventesimo secolo. Questi schemi non producono beni o servizi: è solo network marketing, in cui ogni membro della piramide ne invita altri, che ne invitano altri ancora e così via.

Gli unici soggetti che ottengono profitti da questi sistemi sono gli organizzatori e, a volte, i primi investitori, se riescono a ritirare i loro soldi in tempo. Agli altri partecipanti rimangono soltanto debiti e, nel caso degli schemi piramidali legati alle criptovalute, token senza alcun valore.

(continua) …

Articolo tratto da cointelegraph.com